IPPOTERAPIA


 

L'ippoterapia è una delle discipline che compongono le attività terapeutiche complementari della riabilitazione equestre. Meglio detta terapia con il mezzo del cavallo (abbreviato TMC) è l'insieme di tecniche che utilizzano il cavallo per migliorare lo stato di salute di un soggetto umano.

Da questo punto di vista è da distinguersi dalle semplici pratiche ludiche che coinvolgono il cavallo senza il controllo di personale specificamente preparato.

L'ippoterapia rientra negli interventi assistiti con animali che compongono la pet therapy.



A chi è rivolta:

Indicata per persone affette da patologie e disabilità di diverso tipo, fisiche e psichiche.

 

Patologie fisiche:

> paralisi cerebrale infantile

> traumi ed infortuni stradali e sul lavoro

 

Patologie psichiche:

> sindrome di Down

> spettro dell’autismo

> demenza

> Ictus

> depressione

> schizofrenia

 

Disturbi dello sviluppo:

> sindrome di Asperger

> disturbo di Rett

> disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD)

 

Terza età:

> Alzheimer

 

Problemi relazionali:

> ansia

> attacchi di panico

> problemi i autostima

 

Staff ed equipe

Affinché l’ippoterapia sia efficace e la sua somministrazione sia corretta sotto tutti gli aspetti sanitari, tecnici e normativi, l'ippoterapia dev'essere esercitata da un'équipe integrata da personale specificamente qualificato e tecnicamente preparato. 

È molto importante lo sguardo alla persona come essere unico e speciale, nessuna persona è uguale all’altra e quindi gli interventi non sono standard ma predisposti e studiati in base alla caratteristica peculiare di ogni singola persona. 

 

Psicologo, fisioterapista e conduttore.

Il conduttore assieme ad una équipe di professionisti si impegnerà a studiare un programma d’azione e avrà modo di confrontarsi sull’utente destinatario della terapia evidenziandone peculiarità, aspetti da valorizzare e aspetti da non toccare. In questo modo gli interventi vengono adattati alla singola persona. 

 

Procedura:

  1. certificato medico che attesti che il soggetto può svolgere attività a cavallo

  2. screening con psicologo e fisioterapista

  3. definizione e inizio dell’attività specifica

  4. consulto periodico con psicologo e fisioterapista

 

Perchè l’ippoterapia:

Gli animali possono facilitare l'apertura di un canale comunicativo tra l'utente e il professionista e possono favorire, soprattutto in fase iniziale di un percorse terapeutico, l'instaurarsi dell'alleanza terapeutica, di seguito si elenca i possibili benefici andando a delineare una panoramica generale:

 

Empatia: Vi sono numerosi studi che affermano che i bambini che possiedono un animale da compagnia e coinvolti nel rapporto con esso, mostrano più capacità di comprendere le emozioni delle persone, rispetto ai bambini che non possiedono alcun animale. Uno studio del 1987 indicò che i bambini in età prescolare che vivono con cani e gatti, avevano più competenze nell'immaginare le emozioni di altre persone.

Aprirsi all'altro: gli individui che hanno malattie mentali o che vivono un momento di sofferenza psichica sono concentrati solo su se stessi, l'attrazione per l'animale e la motivazione a interagire con esso può aiutarli ad aprirsi verso l'esterno.

Il prendersi cura e il senso di responsabilità: attraverso le relazioni con l'animale si possono apprendere le capacità di curare altri esseri viventi. Molti bambini a rischio non hanno appreso le abilità di cura di se stessi attraverso i genitori, invece quando un bambino impara a prendersi cura di un animale, può sviluppare tali capacità. Occuparsi dell'altro aiuta a comprendere il proprio bisogno di essere accuditi e la consapevolezza che tutti gli esseri viventi hanno dei bisogni.

Socializzazione: gli animali favoriscono la socializzazione tra le persone. Alcune ricerche hanno dimostrato che fungono da "rompi-ghiaccio" per l'inizio di una conversazione tra persone che non si conoscono.

Autostima: l'incapacità dell'animale di valutare, correggere, contraddire le affermazioni dell'uomo porta ad una comunicazione più spontanea e meno vincolata al timore di essere giudicati. Gli animali accettano l'uomo senza riserve e senza rancore, questi due fattori soprattutto rendono la relazione con l'animale serena e rilassante. Questo aspetto può favorire l'aumento dell'autostima.

Contatto fisico e relazione: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un "confine psicologico", della propria identità, del proprio sé e della propria esistenza. Esiste una correlazione tra contatto fisico e benessere psicofisico. I bambini che non sono abituati al contatto fisico non riescono a sviluppare salutari relazioni con gli altri; alcune persone non accettano di entrare in contatto con l'altro ma contrariamente accettano il contatto da parte di un animale, perché lo sentono più sicuro, non fa paura ed è piacevole.

Il gioco: rappresenta un insostituibile strumento educativo, fondamentale non solo per lo sviluppo dell'affettività e della socialità dell'individuo ma è anche un valido stimolo all'attività cognitiva. Il gioco consente di rafforzare i legami, di stimolare il contatto fisico, la fantasia e la capacità di rappresentazione. Attraverso il gioco si possono esprimere emozioni e sensazioni che talvolta non si riesce ad esternare.

Benefici fisiologici: molte persone in presenza di un animale riescono a rilassarsi.